Le mie rivoluzioni version 4 - All I've known, all I've done, all I've felt was leading to this

Ascolto Marco Parente - Wake Up (Neve Ridens part I, 2005)
Guardo Il castello errante di Howl (Hayao Miyazaki, 2005)
Leggo Cioccolata Calda (Rachid O, Playground, 2005)

Links:
Grace - Lavipic - La consistenza delle cose - Le Fate - Storie - Angelosenzali
Brainwash - Playground - Facoltà di Medicina e Chirurgia - Six Feet Under - Desperate Housewives - Hideout

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Le mie rivoluzioni sono state seguite da *loading* persone

mercoledì, 10 ottobre 2007

Che si fa quando si soffre d'insonnia?
Che si fa quando sul finire del Martedì sei già a 21 ore lavorative?
Vorrei più tempo per cercare d'essere felice, realmente. O anche solo contento e sereno.
Essere meno distruttivo, tornare a ricordarmi che costruire è faticoso ma possibile, che scoppiare non è necessariamente la scelta migliore. Che, soprattutto, è una scelta.
Ecco, mi sento come se non avessi molte scelte. Andare avanti per inerzia non corrisponde automaticamente ad andare avanti facendo cose che non ti piacciono, però ci si avvicina, perchè si smette di scegliere le cose che si amano e le si prende così, senza pensarci e senza rispettarle.
Se il mondo ti drena energia, se devi controllare ogni pensiero, se prendi solo responsabilità sempre maggiori, finisci per dimenticarti che ci sono posti dove tutto questo non ti dovrebbe raggiungere. Finisce che ti ci impigrisci, in quei posti, diventi stanziale, non li curi più.

Se rileggo quelle poche frasi che ho scritto nell'ultimo anno, posso vedere come mi sto portando dietro un'angoscia esistenziale, che cresce sempre di più, soprattutto se penso al senso della mia vita e delle sue direzioni. Avevo un'incoscienza, una volta, era spavalda e carica di ottimismo -non lo dicevo mai, avevo una reputazione da mantenere. Oggi non posso che pensare a come sarò domani. Ai miei genitori, ai miei amici, al mio fidanzato. A me, al mio lavoro, ai miei desideri. Io non so immaginarmi più. Mi paralizzo in un'unica nube dai colori indistinti, che ingoia tutto e tutti.

E i concerti? E le birre? E giocare a confidenze?

La vita rende cattivi. Il più delle volte, perlomeno. Lavora sottilmente, nell'ombra, a lungo, instancabile.
Sapevo avere stima delle persone. Oggi tutti mi sembrano prevedibili, nauseanti, mediocri. Non ho neanche più reazioni scomposte. Per una fase della mia vita, avrei mostrato un'insofferenza plateale. In quella successiva, avrei sfoderato la migliore della sfrontatezza e della fiduciosa comprensione. Oggi, il sangue ribolle, ma poco. Sussulti e poc'altro. Sono anestetizzato. Alle critiche da fare, alle critiche da prendere, all'indignazione. "Non esiste nulla che possa interessarmi, non esiste nulla, no...".

Nella mia stanza entrano sempre meno nuovi libri. Eppure sono sempre io. Ed è terrorizzante.

 

È un'altra delle rivoluzioni di uraganovite | 03:22 | commenti

 

sabato, 28 luglio 2007

Come
un aquilone che
aspetta il vento che verrà
io sono seduto qui
che cerco il verso in una riga
Cosa lascerò
su questo foglio di me?

Io non so più scrivere
se non parlandomi di te
è tra le banalità la più banale
o è solamente la pura verità
Cosa inventerò
se non ho in mente che te?

So dove sei
come ti muovi
che cosa farai
lo so perché
tu sei come me ...

Dietro questa finestra
passa distratta l'eco della mia città
e voglio, voglio sia questa
a darmi la parola che mi stupirà
Cosa incontrerò
lontano da te?

So dove sei
come ti muovi
che cosa farai
cosa farò
So dove sei
come ti muovi
che cosa farai
lo so perché
tu fai come me

Ma è dentro le tue strofe che io brucio come incenso
scivola la penna e riempie il bianco dei miei sogni
poi trovo le parole che non avevo più
trovo un’altra rima ma è il mio pronome che
non fa più rima con te
non fa più rima con te
non rima più con te

 Qui, ancora prigioniero, di un'idea di te che non c'è più.

 

È un'altra delle rivoluzioni di uraganovite | 18:37 | commenti

 

mercoledì, 13 giugno 2007

Eh, che dire: anche io mi sono autosomministrato quest'infinito test. Sono un copione che segue la massa, lo so.

 Non sarebbe male vedere cosa potrebbero rispondere gli altri su di me...

 

 

È un'altra delle rivoluzioni di uraganovite | 00:22 | commenti

 

domenica, 10 giugno 2007

Oggi il bisogno di imposizione è forte.

Mi impongo di scrivere, come se, per qualche strano rito antico, esorcizzassi così la presenza di tutti quei pensieri che non hanno una forma. Li fisso su carta (o su computer), così smettono di esistere.

Mi impongo di riordinare la mia stanza. In vista di un trasloco (spero vicino), in cerca di sopravvivenza. Ho bisogno di catalogare, di etichettare. Dare un nome, creare raccoglitori. Raggruppare tutti i lavori pubblicati a seconda dell'argomento: la distrofia miotonica, l'x-fragile, le laminopatie, l'epigenetica, le review cliniche, i protocolli tecnici, il codice istonico. Prendo i fogli in mano, uno a uno, trovo numeri di telefono scarabocchiati frettolosamente, piccoli appunti, indirizzi che non mi dicono nulla, nomi di pazienti, alberi genealogici improvvisati. Creo sottocategorie, mi incarto perchè non solo voglio ordine, ma voglio ordine nell'ordine ed è impossibile da raggiungere.
Tutto il lavoro degli ultimi due anni disseminato di piccoli indizi su come si è mossa la mia vita. Trovo una poesia, schiacciata da un libro di genetica clinica. Una cartolina di auguri per un compleanno. La trascrizione di un sogno che non ho mai riportato sul mio quaderno. E poi mi blocco, lascio il mio ordine a metà.

Accompagno questa mia giornata con le canzoni dei Pearl Jam. Ho creato una playlist in ordine cronologico, dal 1992 ad oggi. Un paio di canzoni per ogni anno della mia vita da quando li ascolto, più o meno. Anche queste mi raccontano una storia, una delle mie storie. But I'm not about to give thanks or apologies. Come tante altre volte, ho bisogno di ricordarmi.

Dov'è finito Gianni? e Lavinia?
Dov'è finito Alessandro e a che punto sarà Viviana? Ho lasciato tante persone alle spalle. Sono stato io a lasciarne così tante che non ho mai piasimato chi ha fatto lo stesso con me. Eppure, vorrei sapere di loro, senza averci a che fare.
Anche ora, voglio conoscere altre persone, per abbandonarle. Perchè siano storie che rimangono in sospeso, racconti dei quali si vuole desiderare di ascoltare la fine, per sempre.

I meteoriti hanno estinto i dinosauri. La noia estinguerà l'uomo. O perlomeno me.

 

È un'altra delle rivoluzioni di uraganovite | 14:51 | commenti (1)

 

martedì, 05 giugno 2007

Leave me out with the waste this is not what I do
it's the wrong kind of place to be thinking of you
it's the wrong time for somebody new
it's a small crime and I got no excuse

And is that alright yeah?

I give my gun away when it's loaded
is that alright yeah?
if you don't shoot it how am I supposed to hold it?
is that alright yeah?
I give my gun away when it's loaded
is that alright yeah, with you?

Leave me out with the waste this is not what I do
it's the wrong kind of place to be cheating on you
it's the wrong time she's pulling me through
it's a small crime and I got no excuse

And is that alright yeah?

If I give my gun away when it's loaded
is that alright yeah?
if you don't shoot it how am I supposed to hold it?
is that alright yeah?
I give my gun away when it's loaded
is that alright?
is that alright with you?

Is that alright yeah?
if I give my gun away when it's loaded
is that alright yeah?
if you don't shoot it how am I supposed to hold it?
is that alright yeah?
I give my gun away when it's loaded
is that alright
is that alright with you
and is that alright yeah?

Is that alright
is that alright
is that alright with you?

No?

 

È un'altra delle rivoluzioni di uraganovite | 22:33 | commenti

 

sabato, 02 giugno 2007

Roma, percorsa a piedi, è spledida. Ho camminato come trasognato, seguendo i semafori verdi per i pedoni, senza schemi. via Merulana, Piazza Barberini, Trinità dei Monti. Ed in testa solo il pensiero di come la vita abbia uno strano senso dell'umorismo.

Una maternità offerta nel momento meno adatto. Tutto, tutto è un'opportunità. Ho pensato alla mia vita. La prima cosa che ho detto, con un sorriso enorme, è stata "congratulazioni". E poi ho pensato che forse non era così folle, in tutto questo casino, di offrirmi come padre. L'ho pensato sul serio, per un attimo e qualcosa di più. Dire "bene, è inutile pensarci troppo razionalmente, facciamo che se vuoi crescerlo e non ti dispiace di crescerlo con qualcuno, io sarò suo padre. Sarò il padre che chiunque può aver desiderato nella propria vita. Incosciente e devoto. Saremo i genitori e saremo felici, perchè sapremo essere amore assoluto senza costrizioni".

Sono stato assorto e distante tutta la sera. Il mondo è un posto dove non mi stancherò mai di vivere.
Con l'età inizio ad avere paura della solitudine. Ed ho paura che non incontrerò mai nulla, sulla mia strada, che mi faccia temere di poter perdere tutto. Ho paura che davvero sopravviverei a qualsiasi evento.

La vita non è un bivio. La vita è una spianata infinita, con paesaggi da mozzare il fiato, se si cammina a schiena dritta e con lo sguardo alto che guarda lontano. E nulla a chiudere l'orizzonte.

Ho rivissuto vecchie abitudini, ho ripercorso scalini e marciapiedi che credevo non avrei più riconosciuto. 8, 10 anni fa. Anni e decadi. Allora giravo per Roma in maniera irrefrenabile, rigorosamente a piedi. Oggi ho imparato che non c'è ancora nulla che possa trattenermi dal rifarlo, se voglio.

Ricordi passati e fantasie future. Ho contenuto tutto questo, stasera. E' stato malinconico, dolce, quasi profetico. Non ne esco più consapevole o più illuminato. Ne esco semplicemente stanco per la fatica e soddisfatto.

Per pensare chiaramente, aspetterò la luce di domani.

 

È un'altra delle rivoluzioni di uraganovite | 02:26 | commenti (1)

 

lunedì, 02 ottobre 2006

Sono contento.
Non so se felice, ma di sicuro qualcosa di molto simile.
L'amore mi ha cambiato, mi ha reso più accessibile e fiducioso, più solare dentro.
In un anno ho scritto pochi post. È stato un anno faticosissimo, pieno di novità, di brutte profezie mai avverate, di scelte e tempistiche spietate e risultati insperati e cambiamenti e un milione di altri eventiche rendono la vita degna d'esser vissuta.
Il mio futuro diventa ogni giorno più presente. Il mio viso è più sorridente e rilassato. Non trovo quasi più traccia delle rivoluzioni precedenti, sempre più distanti nel tempo e nella memoria. Inizio a sentirmi come se questo fossi davvero io, come se mi appartenessi sempre un po' di più. Finalmente.
Non so cosa sarà di me. Non so cosa ne sarà dei miei sogni passati. La mia ansia di sapere è ormai dissolta.
Solo certezze: il mio amore granitico, la passione che metto nella specializzazione che sto affrontando, i miei passi quando cammino in questo mondo concreto e ordinariamente stupefacente. La certezza di non avere altre certezze, anche.

Non so perchè una ragazza di oggi può uccidersi. Tutti bei motivi, quelli dei baustelle, eh, però io non lo farei mai.

 

È un'altra delle rivoluzioni di uraganovite | 00:21 | commenti (1)

 

mercoledì, 28 giugno 2006

Cosa c'è
cuore di tenebra
parecchio piangere
cazzotti o guai
ma c'è una luce che
cancella il buio
e non è il fulmine
e non è il sole
e neanche il bene del Signore
sei tu...
amore

Tempo fa
ragazzo tenebra
morsi di vipera
le storie tue
c'è una salvezza che
edesso stringi
e non è l'angelo
non è un miracolo
non è la mano del Signore
sei tu...
amore

E così
per sempre vivere

(Baustelle - Cuore di tenebra)

Non riesco a togliermi questa canzone dalla mente...non posso fare a meno di pensare che in tutto il caos di questi giorni, nella pesantezza che mi affossa, negli eventi a volte sgradevoli fino al limite della sopportazione, il mio cuore canta, leggero, perchè accanto a sè sente quella salvezza che cancella il buio...

 

È un'altra delle rivoluzioni di uraganovite | 02:09 | commenti

 

lunedì, 19 giugno 2006

La vita è inutilmente un inferno.

Inutile è la parola ricorrente dell'ultimo periodo. Seghe mentali inutili, intercettazioni inutili, programmi televisivi inutili, prime visioni al cinema inutili.

Quanto vorrei avere il tempo per dedicarmi a tutte queste attività inutili.
Da dopodomani, per un motivo o un altro, un po' di tempo in più ce l'avrò.

Torno dai miei bimbi speciali.

 

È un'altra delle rivoluzioni di uraganovite | 22:36 | commenti

 

martedì, 30 maggio 2006
C'è un angolo della mia mente che si è illuminato, alla notizia. Una parte del cuore tifa perversamente per il no.
I nostri percorsi mentali ed emozionali sanno essere decisamente furiosi e spietati,  cristallini e amorali.
Ignacio Matte Blanco cambia la vita, ne sono sempre più convinto.

 

È un'altra delle rivoluzioni di uraganovite | 21:42 | commenti